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UN ANNO DI ATTIVITÀ AL PARLAMENTO

 

Siamo ormai agli sgoccioli della nostra attività parlamentare, visto che ad agosto il Parlamento prende una pausa per quanto riguarda i propri lavori. La pausa estiva offre così la possibilità di fare il punto delle attività più importanti svolte da circa settembre 2017 fino a luglio 2018. Si è trattato di un anno intenso fra attività svolte a Bruxelles e Strasburgo e sul territorio, passando per le missioni all’estero.

In questo post troverete così un bilancio delle mie attività di quest’anno. È sempre bene infatti prima di riprendere un nuovo anno di attività, volgere lo sguardo indietro e capire che cosa è stato fatto. Aiuta a migliorarsi e ad affrontare con ottimismo le nuove sfide.

 

CHI STA DECIDENDO AL POSTO NOSTRO?

 

 

GUARDA IL MIO INTERVENTO IN PLENARIA

 

Quanto accaduto conferma che il modello di business delle multinazionali del web si fonda sulla sistematica raccolta dei dati degli utenti. Dati che sono diventati il “petrolio” del ventunesimo secolo, impiegati per profilare i consumatori/utenti in modo da poter determinare i loro comportamenti, e poi ceduti a terzi. Ciò che manca, e che il caso di Cambridge Analytica ha scoperchiato, è l’assenza di consapevolezza da parte dei cittadini.

Come reagire? Chi sta decidendo al posto nostro? Qual è il ruolo che Stati e Unione europea devono avere di fronte a questi fenomeni?

E’ ora di porre fine ai monopoli di pochi giganti del web che sfruttando i nostri dati personali ed influenzando i nostri comportamenti, hanno accumulato fortune miliardarie. 
Forse è ora di iniziare a considerare i nostri dati come “bene comune”, da tutelare alla stregua di altri beni comuni come l’acqua, il paesaggio, il territorio, la costa e il mare. 
Abbiamo una grande occasione che è l’approvazione del regolamento e-privacy, che pero’ è ancora bloccato in Consiglio. Concludendo, come ha affermato l’economista Milton Friedman: “Non esistono pasti gratis” e quindi ciò che non paghiamo in termini monetari, lo paghiamo con i nostri dati e la nostra minore privacy. Siamo sicuri che ci convenga?

Consiglio Unione Europea, quattro ottime proposte dagli olandesi per migliorare la trasparenza :”Basta opacità, i cittadini devono poter controllare facilmente gli atti”

 

Ridurre i tempi per l’accesso agli atti, regole precise sui resoconti, organi informali di controllo ed aggiornamento dei regolamenti. Sono queste le quattro proposte principali avanzate dai parlamentari olandesi, su cui converge anche il Movimento 5 Stelle, per aumentare la trasparenza del Consiglio dell’unione europea.

Senza trasparenza infatti non vi è democrazia e i cittadini non possono né controllare l’operato dei governanti né prendere parte ai processi decisionali.

Le proposte sono state presentate durante un incontro organizzato da alcuni parlamentari olandesi, in seno alla cosiddetta COSAC (Conferenza degli organi specializzati in affari comunitari), con lo scopo di costituire una coalizione volta a rendere più trasparente l’Unione europea.

Il Consiglio, che di fatto è il vero organo decisionale dell’Unione europea, non garantisce il necessario livello di trasparenza, non avendo adottato le misure necessarie per garantire una facile, piena e puntuale accessibilitàai propri documenti legislativi come previsto dopo il Trattato di Lisbona.

Tutti ricordano le parole di Varoufakis che si lamentava della scarsa trasparenza dell’Eurogruppo, che non essendo formalmente un organo del Consiglio era, e continua ad essere, completamente slegato da qualsiasi regola di trasparenza. Si pensi inoltre a forme ibride e intergovernative usate nel corso della crisi bancaria come il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), noto anche come Fondo salva Stati: in che modo viene esercitato il controllo democratico di un simile organismo?

 

Queste in sintesi le proposte avanzate dagli olandesi per rendere il Consiglio più trasparente:

1)Il Consiglio, ai sensi del regolamento 1049/2001 relativo all’accesso del pubblico ai documenti, dovrebbe sistematicamente rendere i propri documenti pubblici senza ritardo;

2) Il Consiglio dovrebbe adottare regole specifiche e dettagliate riguardanti i resoconti delle proprie deliberazioni legislative, che allo stato attuale sono molto opachi;

3) Organi informali, ma molto influenti alla luce delle decisioni che assumono, dovrebbero essere formalizzati in modo tale che il regolamento 1049/2001 possa applicarsi;

4) Si dovrebbero riaprire le negoziazioni riguardanti il regolamento 1049/2001 al fine di aggiornare tale importante strumento legislativo.

 

All’evento ha preso parte anche un rappresentante del Consiglio, aspetto eccezionale visto che di solito tale Istituzione diserta questi appuntamenti. Come è stato infatti sottolineato oltre ai doverosi cambiamenti normativi e procedurali, ciò che conta è il cambiamento culturale. E’ necessario un cambio di paradigma secondo il quale la trasparenza (e quindi la pubblicazione di tutti i documenti) dovrebbe essere la regola generale e solo in casi eccezionali e motivati si dovrebbe deviare da tale regola.

Come noto, mi sono battuta per la trasparenza dei triloghi e dei rapporti con i lobbisti, per la risoluzione dei conflitti di interesse e, attualmente, sto seguendo l’aggiornamento del Registro di Trasparenza.

Serve un cambiamento netto a livello europeo e nazionale. Le cose stanno iniziando a muoversi e se il MoVimento 5 stelle andrà al governo in Italia, ci batteremo con ancora più forza affinché la trasparenza anche a livello europeo venga incrementata.

LETTERA AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA JUNCKER

 

Io ed altri colleghi abbiamo firmato una lettera indirizzata al Presidente della Commissione europea Juncker per chiedere che venga fatta chiarezza sull’incontro tenutosi tra l’ex Presidente della Commissione europea Barroso ( ora lavora da #GoldmanSachs) e il Commissario #Katainen. I cittadini hanno il diritto di sapere da chi e come vengono influenzati i processi decisionali in Europa. La Commissione deve intervenire affinché casi del genere non si ripetano.

Leggete la lettera…

Per maggiori informazioni: https://goo.gl/85P4WY

 

 

Presidente, Commissione Europea CHARL 9/234

Rue de la Loi 200

1049 Brussels 

01/03/18

 

Egregio Signor Juncker,

 

Le scriviamo al fine di esprimere la nostra rabbia nei confronti delle recenti notizie che, come rivelato in risposta ad una richiesta di Corporate Europe Observatory, riportano come il commissario Katainen abbia avuto un incontro privato con l’ex Presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso.

Il signor Barroso è stato presidente della Commissione europea per un decennio, guidando l’Europa attraverso il periodo di crisi finanziaria globale e dando forma alla risposta europea modellata sull’austerità. Dopo aver rispettato il periodo minimo di pausa a seguito della cessazione del suo ruolo di Presidente della Commissione, consistente in 18 mesi, Barroso ha assunto il nuovo ruolo, vagamente definito, di capo di una delle maggiori istituzioni che ha contribuito alla crisi.

A seguito dell’indignazione pubblica per tale nomina, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione, invitando ad una modifica del Codice di condotta dei commissari, mirata ad estendere ad un periodo di almeno tre anni, la restrizione circa le assunzioni future dei commissari. I deputati europei hanno nuovamente proposto ciò sia nella relazione sulla trasparenza, la responsabilità e l'integrità nelle istituzioni dell'Ue, adottata a marzo dello scorso anno che in risposta all’entrata in vigore il mese scorso del Codice del nuovo condotta dei membri della Commissione europea.   

E’ disdicevole che il Codice di condotta sia stato revisionato in maniera tale da non solamente ignorare le ripetute richieste da parte degli eurodeputati di una maggiore trasparenza e regole più stringenti circa l’etica, ma anche perché tale codice è stato dottato senza attendere i risultati e le raccomandazioni dell’inchiesta, ancora in corso, dell’Ombudsman circa il funzionamento del Comitato etico ad-hoc.  

Non è per nulla soddisfacente che la Commissione europea si occuparsi in modo superficiale delle questioni circa la trasparenza e i conflitti di interesse, quando la natura autoregolatoria di tali regole chiaramente non permette di raggiungere gli standard necessari per un’istituzione pubblica.

Crediamo che le rivelazioni secondo cui il sig. Barroso si dedichi ad attività lobbistiche, in diretto contrasto con le sue rassicurazioni che non avrebbe intrattenuto tali attività, siano fortemente condannabili. Crediamo inoltre che i tentativi del commissario Katainen di fuorviare l’opinione pubblica circa la natura dell’incontro siano altrettanto reprensibili.      

Il fatto che l’appuntamento appariva nell’agenda del commissario come incontro con “The Goldman Sachs Group, Inc. (GS)”, è la prova che il Signor Barroso ha partecipato all’incontro nel ruolo di rappresentate del suo datore di lavoro e rende nulli i successivi tentativi del Commissario Katainen di classificare l’incontro come un incontro fra amici.

Crediamo inoltre che ulteriori misure siano necessarie per dimostrare una genuina osservanza dei principi di trasparenza, etica ed integrità. È piuttosto evidente che la decisione del Comitato etico, il quale ha ritenuto che il Signor Barroso non avesse infranto l’Articolo 254 del Trattato sull’Ue partecipando a quell’incontro, fu presa senza prove sufficienti circa il ruolo che questi avrebbe invece effettivamente svolto.

Alla luce di tali rivelazioni, la sollecitiamo a prendere misure esemplari nei confronti del Signor Barroso, inclusa quella di privarlo della sua pensione futura e di qualsiasi altro tipo di beneficio, facendo ricorso alla Corte di giustizia. Chiediamo inoltre che vengano prese misure per garantire che i commissari attuali rispettino pienamente i principi di trasparenza riguardanti gli incontri che hanno con i lobbisti.

 

Cordiali saluti,

#SiamoDentro

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